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Andrologia

L'impotenza, che oggi preferiamo chiamare disfunzione erettile era considerata dalla medicina ufficiale assolutamente marginale, sia per la scarsa conoscenza delle cause a cui è dovuta, sia, soprattutto, per la mancanza di cure realmente efficaci. Il problema di un'erezione assente o insufficiente emergeva solo saltuariamente, per la riluttanza del paziente e del medico ad affrontare un argomento delicato che era ritenuto di natura essenzialmente psicologica.

Negli ultimi anni, tuttavia, si è  verificato un incredibile sviluppo delle conoscenze della fisiologia del pene e delle disfunzioni erettive, che ha pochi paragoni in altri campi della medicina. Ne è conseguita la messa a punto di farmaci, cure ed interventi in grado di cambiare la storia naturale di questa patologia e la qualià di vita degli interessati. Negli ultimi quindici anni, l'andrologia è stata al centro di numerosi sviluppi scientifici. Ricerche sull'anatomia, la fisiologia e la biochimica della funzione erettile hanno reso possibile la definizione di specifici disordini organici che possono dare origine all'impotenza. Oggi, i clinici sono in grado di differenziare le cause organiche da quelle psicogene con un alto grado di accuratezza. Studi epidemiologici dimostrano che l'impotenza è un disordine comune: un maschio su cinque sopra i 50 anni, e uno su quattro sopra i 65 anni, sono affetti da disfunzione erettile o eiaculatoria (Gallop Survey, Ottobre, 1991). Questo stesso studio indica che solo il 27% degli uomini con impotenza affronta il problema con il proprio medico. Estrapolare da questa piccola ricerca conclusioni applicabili all'intera popolazione è difficile, ma si può ritenere con sicurezza che negli Stati Uniti il 10% della popolazione maschile è impotente. Nel 1990, la Biomedical Business International valutava che 116.500 uomini avessero ricevuto trattamenti per impotenza negli Stati Uniti, e precisamente: 42.500 farmacoterapia intracavernosa; 44.000 dispositivi ex vacuo; 28.500 impianti di protesi peniene; e 1.500 correzioni chirurgiche o vascolari.